| Introduzione |
| Relazioni |
Massimo
Scalia
presidente del Movimento Ecologista |
Giuseppe
Onufrio D irettore dell’Istituto per lo Sviluppo
Sostenibile Italia (ISSI) |
Vincenzo
Naso Presidente del Centro Interuniversitario per lo Sviluppo
sostenibile (CIRPS) |
Gianni
Mattioli
Coordinatore del dipartimento “Ricerca scientifica e Sostenibilità”
della Fondazione Di Vittorio
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SINTESI DEI RISULTATI DI RICERCA
Ottobre 2002
L'ITALIA E L'ECONOMIA DELL'IDROGENO
Gruppo di Ricerca Energia e Ambiente
CIRPS - Università di Roma "La Sapienza"
L'idrogeno è indicato da molti come il combustibile del
futuro, in grado di affiancarsi al petrolio e ai suoi derivati nel
corso dei prossimi decenni e di arrivare a proporsi come sostitutivo
durante il secolo in corso.
Il ciclo energetico dell'idrogeno è veramente "pulito"
e totalmente compatibile con l'ambiente soltanto quando la sua produzione
avviene grazie all'utilizzo di Energie Rinnovabili. Fonti Rinnovabili
e Idrogeno, quindi, delineano uno scenario energetico veramente
eco-compatibile e particolarmente attraente.
In questo scenario l'Italia può avere un ruolo di assoluta
avanguardia in termini di:
a.Risorse energetiche primarie,
b.Conoscenze scientifiche,
c.Capacità tecnologiche.
La ricerca e lo sviluppo di soluzioni realmente efficaci ed economiche
perla produzione, la distribuzione, il trasporto e l'utilizzo del
nuovo vettore energetico costituiscono un'opportunità unica
per l'intero Sistema Paese.
Le potenzialità dell’idrogeno in Italia.
Nella futura economia dell’idrogeno il 100% degli autoveicoli
circolanti nel nostro Paese potrebbe essere rifornito con combustibile
prodotto direttamente in Italia. E potrebbe essere italiano dal
20% al 93% del combustibile che alimenterà i veicoli europei.
Sintesi dei risultati di Ricerca del Gruppo di Ricerca Energia e
Ambiente del CIRPS – Università di Roma “La Sapienza”.
L’Italia ha grandi risorse in termini di energie rinnovabili
(irraggiamento solare, flusso delle acque, vento, biomasse); il
potenziale globale è stimabile in:
325.000 GWh/anno di energia elettrica producibile, con una potenza
installabile di oltre 135.000 MW se si considera l’attuale
livello tecnologico e di rendimento;
540.000 GWh/anno di energia elettrica producibile, con una potenza
installabile di oltre 200.000 MW se si considera un evoluto livello
tecnologico e un "rendimento-obiettivo", quello ottenibile
cioè con una consistente attività di ricerca.
Grazie a questo enorme potenziale di fonti rinnovabili è
possibile produrre idrogeno in modo totalmente eco-compatibile,
passando attraverso la generazione di energia elettrica ed il processo
di elettrolisi (scissione dell'acqua in idrogeno e ossigeno grazie
all'elettricità), oppure attraverso i processi di termolisi
(scissione diretta dell'acqua in idrogeno e ossigeno nelle giuste
condizioni di temperatura e pressione) o bio/termochimici per l'estrazione
dell'idrogeno dalle biomasse.
Il potenziale di produzione di idrogeno da fonti rinnovabili è
quindi stimabile in:
5.800.000 t/anno con tecnologia attuale di elettrolisi dell'acqua
e dei processi bio/termochimici;
7.100.000 t/anno se si considera un livello tecnologico e di "rendimento-obiettivo"
per il sistema di elettrolisi e per i processi bio/termochimici,
raggiungibile con un'adeguata attività di ricerca.
Il potenziale è così suddivise per singola fonte:
3.000.000 t/anno da irraggiamento solare (2.200.000 t/anno con i
rendimenti attuali);
280.000 t/anno da impianti mini e micro-idraulici a bassissimo impatto
ambientale (200.000 t/anno con i rendimenti attuali);
460.000 t/anno da energia eolica (325.000 t/anno con i rendimenti
attuali);
3.360.000 t/anno da biomasse (agricole, forestali, rifiuti), che
sarebbero 3.075.000 t/anno con i rendimenti attuali.
Questo potenziale è stato messo in relazione con il possibile
futuro mercato europeo di combustibile-idrogeno nel settore autotrasporti,
valutando i seguenti scenari:
Scenario A: 20% dei veicoli europei sostituiti da veicoli a idrogeno;
Scenario B: 50% dei veicoli europei sostituiti da veicoli a idrogeno;
Scenario C: 100% dei veicoli europei sostituiti da veicoli a idrogeno.
Nella scenario A, l’Italia può arrivare a fornire l’93%
del mercato europeo con la propria produzione di idrogeno da rinnovabili
(100% del mercato italiano).
Nella scenario B, l’Italia può arrivare a fornire il
40% del mercato europeo con la propria produzione di idrogeno da
rinnovabili (100% del mercato italiano).
Nella scenario C, l’Italia può arrivare a fornire l’20%
del mercato europeo con la propria produzione di idrogeno da rinnovabili
(100% del mercato italiano).
Il Sistema Paese può essere protagonista in Europa e nel
mondo.
CNR, ENEA e Università hanno oggi conoscenze scientifiche
e capacità tecnologiche di vertice a livello europeo e mondiale.
Esiste quindi l’opportunità per l’Italia di poter
avere un ruolo da protagonista nella fase di preparazione e crescita
della futura economia dell’idrogeno.
La presenza congiunta di CNR, ENEA e Università di Roma
“La Sapienza” nell’indicare nel Workshop scientifico
con la Stampa “ROMA 2002 H2” (tenutosi a Roma, presso
la Sala Convegni del CNR, il 24 ottobre 2002) l’opportunità
legata allo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’idrogeno
in Italia, ha mostrato anche la strada da percorrere per poter competere
realmente in Europa e nel mondo: la costituzione di un vero Sistema
Paese.
Questo nuovo Sistema Paese - capitalizzando ed espandendo le elevate
competenze di CNR, ENEA e Università - può essere
protagonista in Europa e nel mondo e permettere di cogliere pienamente
tutte le opportunità economiche, occupazionali e di sviluppo.
Dalla de-industrializzazione alla re-industrializzazione
ambientale: stima delle potenzialità occupazionali.
Le attività legate alla produzione di idrogeno pulito sono
un’opportunità da non perdere per passare dall’attuale
fase di de-industrializzazione a quella di una “re-industrializzazione
ambientale” del Paese. L’economia dell’idrogeno
può creare in Italia oltre 100.000 nuovi posti di lavoro.
In prospettiva, i posti di lavoro con il potenziale di risorse esistenti
possono arrivare fino a 600.000 – 1.000.000 di unità.
Dalla de-industrializzazione alla re-industrializzazione ambientale:
questa è l’opportunità offerta dal futuro mercato
dell’idrogeno, legato a tecnologie ormai "dimostrate",
praticamente mature ma che richiedono un completamente dell'attività
di sviluppo e l'avvio della fase di industrializzazione per l'intero
sistema. La possibilità non è soltanto quella di creare
nuovi posti di lavoro, quindi, ma di creare posti di lavoro da attività
industriale, che pongono le base per solide premesse di sviluppo.
Per giunta, si tratta di attività industriale ambientale,
perfettamente in linea con la nuova richiesta sociale di Sviluppo
Sostenibile.
Utilizzando gli stessi parametri di proiezione occupazionale presenti
nel Libro Bianco dell’Unione Europea, si può stimare
che le sole attività di ricerca e sviluppo e di produzione
dell’idrogeno da fonti rinnovabili (irraggiamento solare,
flusso delle acque, vento, biomasse) con le tecnologie immediatamente
applicabili possono creare in Italia oltre 70.000 nuovi posti di
lavoro così suddivisi: 70% nel Mezzogiorno (isole maggiori
comprese), 30% nel nord Italia.
Lo sviluppo delle infrastrutture e dei sistemi di stoccaggio, trasporto
e distribuzione può creare ulteriori 30.000 posti di lavoro
che allo stato attuale di diffusione delle imprese e delle conoscenze
sarebbero così suddivisi: 60% al nord, 40% al sud e isole
maggiori.
Le attività legate alla ricerca e sviluppo ed all’avvio
della produzione, dello stoccaggio e della distribuzione dell’idrogeno
da fonti rinnovabili offrono quindi lo scenario a breve termine
(valutabile in un periodo di tre anni) di oltre 100.000 nuovi posti
di lavoro, calcolati utilizzando i parametri occupazionali del Libro
Bianco dell’UE, con un’interessantissima prevalenza
al sud. Il livello di specializzazione richiesto, il contenuto tecnologico
e le necessità di formazione continua caratterizzano l’elevata
“qualità” di questo potenziale.
In prospettiva, i posti di lavoro legati alla messa a regime di
un sistema energetico basato sull'economia dell'idrogeno con produzione
da fonti rinnovabili - con il potenziale di risorse esistenti -
possono arrivare fino a 600.000 – 1.000.000 di unità,
in funzione del livello tecnologico e delle attività manifatturiere
che si riescono a sviluppare, calcolati di nuovo utilizzando gli
stessi parametri occupazionali presenti nel Libro Bianco dell’Unione
Europea e così suddivisi:
400.000 - 550.000 per produzione, stoccaggio e distribuzione di
idrogeno da irraggiamento solare;
50.000 - 100.000 per produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno
da impianti mini e micro idroelettrici a bassissimo impatto ambientale;
50.000 -150.000 per produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno
da energia eolica;
100.000 - 200.000 per produzione, stoccaggio e distribuzione di
idrogeno da biomasse.
A queste proiezioni sono da aggiungere i posti di lavoro e la ricchezza
economica producibili dalla realizzazione di sistemi di utilizzo
dell’idrogeno, quali le pile a combustibile, i motori a combustione
interna, i generatori di elettricità per uso stazionario,
le automobili.
Cos'è il Gruppo di Ricerca Energia e Ambiente del CIRPS
Il CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca Per lo Sviluppo
sostenibile) ha sede amministrativa presso l'Università di
Roma "La Sapienza"; è stato fondato nel 1988 e
vi aderiscono numerose Università italiane (Università
di Roma "La Sapienza", Università della Tuscia
di Viterbo, Università di Cassino, Università di Perugia,
Università di Torino, Università di Sassari, Università
di Macerata, Università di Palermo, Università di
Lecce). Il CIRPS è diretto da Vincenzo Naso, professore ordinario
di "Macchine e sistemi energetici speciali" presso la
Facoltà di Ingegneria dell'Università "La Sapienza".
Il Gruppo di Ricerca Energia e Ambiente del CIRPS (coordinato da
Fabio Orecchini, docente di "Sistemi energetici" presso
la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Ancona)
ha sede in Piazza del Colosseo, 9 - 00184 Roma (tel 06.772653200
email cirpsrome@uniroma1.it) e può contare su un gruppo di
15 ricercatori, con un'età media inferiore ai 30 anni (nettamente
al di sotto della media in Italia).
I principali settori di ricerca del Gruppo Energia e Ambiente sono:
1.Integrazione delle fonti rinnovabili nei sistemi energetici;
2.Produzione di idrogeno da fonti rinnovabili;
3.Sistemi energetici innovativi a basso impatto ambientale per autotrazione;
4.Dissalazione da energia solare;
5.Impatto socio-economico-ambientale dei sistemi energetici.
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