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15 febbraio contro la Guerra senza se e senza ma.
L'adesione di Movimento Ecologista

meCOMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO ECOLOGISTA
Roma, 7 febbraio 2003-02-07

Il Movimento ecologista aderisce alla manifestazione per la pace indetta il 15 febbraio p.v. portando in essa i suoi slogan e i suoi contenuti:

PER LA PACE: NO ALLA GUERRA E NO A SADDAM
PER LA PACE: L’UNIONE EUROPEA SI SCHIERI CONTRO LA “GUERRA PREVENTIVA”
PER LA PACE: ALL’ONU IL COMPITO DI MONITORARE FLUSSI E PREZZI DEL PETROLIO
PER LA PACE: NO ALLE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA, NO ALL’URANIO DEPLETO

Per molti mesi il Movimento Ecologista ha attirato l’attenzione, attraverso interventi pubblici dei suoi esponenti, sulla questione del controllo dei prezzi e dei flussi di petrolio come politica ormai trentennale da parte delle amministrazioni degli Stati Uniti, all’insegna di una famosa frase di Henry Kissinger che, proprio in occasione della “guerra del Golfo”, dichiarò: “Il nostro benessere, la nostra occupazione, la nostra inflazione non possono certo dipendere da decisioni di altri che di noi”. Proprio in nome di questa concezione, l’amministrazione Bush si rifiuta di ratificare il protocollo di Kyoto; anzi, propone lo “stile di vita” americano, che produce più del doppio dei gas climalteranti di quello europeo, come modello da esportare. In nome di quegli interessi e di quella filosofia è stata già condotta una guerra e ne viene minacciata un’altra.
Da quasi un anno poi, il faccendiere Chalabi sta discutendo con le multinazionali americane dell’energia la spartizione del “dopo Saddam” al punto da preoccupare le “consorelle” britanniche, che sono pesantemente intervenute, e con successo, sul premier Blair.

Trasparenti pertanto i veri motivi di una “guerra preventiva” - uno strumento in uso dai tempi dell’impero romano per tutte le politiche di controllo o di espansione delle potenze egemoni -, così mal celati dalla lotta al terrorismo di Al Qaeda e dei suoi alleati da non convincere nessuno dei popoli dei Paesi Occidentali. I sondaggi che si sono succeduti in tutte queste settimane hanno mostrato ovunque una maggioranza dei cittadini contraria alla guerra e convinta di un maggior tempo da dare agli ispettori dell’ONU. Non sono stati effettuati sondaggi su quale regressione sociale e umana rappresenti il venir così clamorosamente meno ai principi della carta delle Nazioni Unite che, come la Costituzione italiana, ripudia la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra i popoli: ma gli interventi di molti leader di rilevanza mondiale e gli angosciati appelli del Pontefice hanno richiamato più volte il contesto della pace come quello nel quale affrontare crisi e problemi.
Non si può peraltro restare indifferenti di fronte all’ipocrisia di chi sostiene la necessità di una guerra per prevenire chi sarebbe dotato di armi di distruzione di massa - senza nessuna attuale evidenza - e al tempo stesso annuncia un possibile ricorso alle armi nucleari ed è pronto a scaricare sull’Iraq, come già nel ’91, proiettili a uranio depleto con conseguenze drammatiche per infinite generazioni di quelle popolazioni.

Il Movimento Ecologista dichiara pertanto il suo rifiuto, senza se e senza ma, della guerra che, con caparbia determinazione, l’amministrazione Bush sta da tempo minacciando.
Uno spirito di verità e di giustizia non può però chiudere gli occhi di fronte alla figura del dittatore Saddam Hussein. Foraggiato e incoraggiato dalle potenze occidentali, Italia non esclusa, quando si trattava della guerra contro l’Iran, nonostante la pratica costante del genocidio contro i Curdi, Saddam è il feroce carceriere del suo popolo: in nome del potere personale suo e dei suoi figli sottopone tutto il suo Paese a un controllo poliziesco, alla cancellazione delle libertà, alla tortura e all’eliminazione fisica degli oppositori. Certo, è stato quanto meno compiacente nei confronti del terrorismo, ma né più né meno di altri dittatori, a cominciare da quello del Sudan: ed è assai difficile convincersi che oggi egli rappresenti un pericolo per la pace maggiore delle intenzioni espresse dal governo della Corea del Nord.

Ma proprio perché la pace oggi in gioco riguarda l’Iraq e Saddam il Movimento Ecologista auspica una coraggiosa e determinata azione dell’Unione Europea per una soluzione politica della crisi, con l’ allontanamento di Saddam e la costituzione di un temporaneo “governatorato” dell’ONU, non davvero di chi vuole una guerra proprio per controllare il petrolio, per avviare la ricostruzione di quello sfortunato Paese in una prospettiva di libertà e democrazia.

il sito della manifestazione: http://www.fermiamolaguerra.it

 

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