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L'Agenda del Movimento Ecologista
Seminario Movimento Ecologista del 18 giugno 2005

Dando seguito a quanto avevamo deciso nell’ultimo Esecutivo nazionale ci riuniremo, per fare il punto sul nostro impegno, sulle varie iniziative in cantiere e sull’analisi delle prospettive politiche, presso l’Abbazia di San Cosimato sabato 18 giugno p.v. per un seminario (ormai è quasi una tradizione) al quale dedicheremo la giornata, dalle 10,30 alle 17,30. E’ prevista una pausa per un parco pasto.

Care amiche e cari amici,

nell’ultimo Esecutivo ci siamo lasciati con l’impegno di realizzare alcune iniziative, a Roma e in altre città, con l’obiettivo di confrontarci - usando “Cinque idee per l’Italia (e per l’Unione)” - con soggetti sociali e politici a partire da quegli spunti inseriti nel contesto globale della sostenibilità; ma anche per misurare il nostro impegno politico organizzativo in vista della campagna di tesseramento e dell’Assemblea nazionale da tenere entro l’anno in corso.
A Roma, il 17 maggio scorso, abbiamo promosso un incontro con gli altri “ecologisti dell’Ulivo” che, oltre al confronto su alcuni dei temi sollevati dalle “Cinque idee…”, si è rivelato utile nel rimarcare l’esigenza di un coordinamento nazionale degli ecologisti dell’Ulivo, che faccia da riferimento anche a analoghe iniziative a livello territoriale. Su Yoyoba potete trovare, oltre al testo del documento base sui compiti del Moveco e sulle “Cinque idee…”, la lettera inviata ai Segretari e Presidenti dei partiti della Fed (e agli altri esponenti politici che furono coinvolti nel “battesimo” della “Fed degli ecologisti”) per sollecitarli a dare il “la” alla costituzione di questo coordinamento.

I risultati delle elezioni regionali e gli altri test elettorali sembrano aver delineato una pronta reazione nei partiti del Centro sinistra: a fronte dei successi elettorali e dei rilevantissimi spostamenti di voti a loro favore, essi rispondono in modo autoreferenziale, riaffermando le vecchie appartenenze e ignorando, o mettendo di fatto in secondo piano, i gravi problemi del Paese: il declino generale - non solo economico e industriale -, lo sfaldamento della coesione sociale e il degrado della morale pubblica. In questo contesto, la Margherita, che riafferma in soccida con l’Udeur il suo destino di “acchiapavoti” in fuga dal Centro destra, sembra non cogliere il problema di fondo: al di fuori di ogni progetto “neocentrista” - non condivido nessun processo alle intenzioni - il terreno che così si prepara (Rifondazione già rivendica, secondo antichi criteri geometrico-meccanici, un suo ruolo per un maggior peso della sinistra in una Unione che vede più protesa verso il centro; i DS, che più si sono impegnati per la costituzione della FED, vorranno avere mano più libera) è quello, già sperimentato, di un governo, ove mai vincessimo alle politiche del 2006, appesantito e defatigato da conflitti interni eminentemente dettati da questioni di parte, di partiti risucchiati in un’involuzione che li fa porre di fronte alle gravi questioni italiane in modo non troppo dissimile, ancorché magari inconsapevole (peggio!), dal deprecato “apres moi le deluge” di Luigi XV.
E Prodi? Anche nell’ultimo incontro che abbiamo avuto con lui, gli è stata posta con chiarezza la necessità di una forza che, a partire dal generoso popolo dell’Ulivo, “dalle donne e dagli uomini di questo Paese”, si aggreghi attorno al suo nome e a un programma di governo; e sia in grado di richiamare all’impegno, magari con un pizzico d’entusiasmo che non guasta, tutti coloro che continuano a votare per i “nostri” partiti, determinano il loro successo e vengono subito dopo respinti nel cantuccio. Ci sta pensando, e ci ha promesso una risposta; nel frattempo coordineremo un convegno nazionale con i soggetti delle realtà produttive dell’Italia, alla ricerca di una strategia generale di un rilancio, reso possibile proprio, riteniamo noi, dall’occasione di scelte economiche e sociali sostenibili.
Il seminario del 18 giugno è perciò il momento per fare il punto sui primi risultati del nostro impegno politico organizzativo, e sugli ulteriori impegni che vogliamo assumere in rapporto ad un’analisi collettiva che dovremo fare del quadro politico generale, perché in esso siamo tenuti a muoverci.

Uscendo dal casello di VICOVARO-MANDELA della A24, direzione Roma – L’Aquila, si volta a destra e dopo 500-600 metri circa si trova l’ingresso al parco dell’Abbazia. Per chi viene da fuori sarà come al solito disponibile fino alle 10 un servizio di limousine, con due autisti d’eccezione, presso via Vicenza 23, a cinque minuti a piedi dalla stazione Termini (via Vicenza collega la stazione Termini con Viale Castro Pretorio).


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